Il punto sulla lotta globale contro le epatiti virali

A cura di: C. Silvestri e C. Stasi


17/6/2022
La nuova strategia globale del settore sanitario dell'Organizzazione mondiale della Ssnità (GHSS) contro le epatiti virali 2022-2030, recentemente presentata all'Assemblea mondiale della sanità, è stato uno dei temi predominanti del vertice mondiale sulle epatiti virali del 2022. La strategia contiene cambiamenti operativi e strategici per garantire che a livello globale venga raggiunto l'obiettivo di eliminazione delle epatiti virali entro il 2030.

A maggio 2016, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dato ufficialmente il suo appoggio alla strategia globale sulle epatiti virali, considerandole una minaccia di sanità pubblica. Questa strategia mirava nello specifico ad una riduzione delle infezioni del 30% entro il 2020 e del 90% entro il 2030 e una riduzione della mortalità rispettivamente del 10% e del 65% entro gli stessi anni.

Nel 2020, l'incidenza dell'epatite B nei bambini sotto i 5 anni è stata ridotta ed è aumentato di 10 volte il numero di persone che hanno ricevuto la terapia antivirale contro l'epatite C. Nonostante ciò, la maggior parte dei paesi non è riuscita a raggiungere gli altri obiettivi previsti per il 2020.

Come evidenziato al World Hepatitis Summit 2022, che si è tenuto dal 7 al 10 giugno, a  livello globale sono ancora 354 milioni i soggetti con infezione cronica da virus epatitici, di cui circa 296 milioni affetti da epatite B e 58 milioni da epatite C, mentre ogni 30 secondi almeno una persona muore per le conseguenze di un’epatite virale. Si tratta di oltre 1 milione di morti all'anno, con un bilancio maggiore rispetto a quello complessivo dovuto all'HIV e alla malaria. Sulla base di ciò, l’OMS rinnova l’invito a tutti i paesi a impegnarsi a realizzare il sogno di eliminare l'epatite virale entro il 2030, come parte di un impegno più ampio per una copertura sanitaria universale basata su una forte assistenza sanitaria di base.

Dato che le infezioni da virus dell’epatite B e C possono cronicizzare ed evolvere verso la cirrosi e l’epatocarcinoma, rappresentando il 96% della mortalità per epatiti virali, la strategia globale sulle epatiti virali si focalizza proprio su queste. Viene, inoltre, sottolineato che la co-infezione o superinfezione con virus dell’epatite D in soggetti con infezione da virus dell’epatite B accelera la progressione di malattia epatica cronica. I cambiamenti chiave sia di tipo strategico che operativo necessari per eliminare i virus dell'epatite B e C come minacce per la salute pubblica entro il 2030 sono considerati:

  • la promozione di una maggiore consapevolezza pubblica e politica dell'importanza della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle epatiti B e C
  • la necessità di maggiori risorse finanziarie che prevedano l’inclusione di modalità per prevenire tali infezioni
  • la diagnosi ed il trattamento delle epatiti
  • l’accesso universale ai vaccini contro l’epatite B alla nascita ed il miglioramento delle procedure di screening per le donne in gravidanza finalizzati alla prevenzione della trasmissione verticale (madre-figlio)
  • investimenti nella prevenzione primaria, particolarmente nelle persone a rischio
  • l’incremento dell’accesso ai test dei soggetti con infezione cronica da virus dell'epatite B e C, di cui rispettivamente oltre l'80% e il 90% non sono attualmente diagnosticati
  • l’incremento dell'accesso alle cure
  • la promozione di modelli di erogazione dei servizi in modalità semplificata
  • il superamento delle barriere incontrate dalle popolazioni più colpite e a rischio
  • il rafforzamento delle collaborazioni finalizzate alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle epatiti virali

Le strategie di eliminazione delle epatiti prevedono il raggiungimento entro il 2030:

  • dell’80%-90% di soggetti con epatite B o C diagnosticati e trattati
  • del 90% di somministrazione della prima dose di vaccino contro l’epatite B alla nascita per prevenire la trasmissione verticale (da madre con infezione da epatite B a figlio)
  • del 90% di copertura vaccinale nei bambini (somministrazione della terza dose)
  • della distribuzione di 300 aghi e siringhe sterili nei soggetti che fanno uso di droghe per via iniettiva
  • del 100% di unità di sangue sottoposte a screening e del 100% di iniezioni sicure

Al vertice mondiale sono stati presentati gli aggiornamenti epidemiologici e i progressi verso l'impegno di eliminare le epatiti virali entro il 2030. Hanno partecipato virtualmente delegati di oltre 100 paesi, inclusi leader mondiali, ministri della salute, funzionari della sanità pubblica, professionisti sanitari, parlamentari, accademici e rappresentanti di organizzazioni di persone affette da epatite virale. Nel giugno 2021, l'OMS ha fornito una guida provvisoria sui criteri da raggiungere per tale l'eliminazione, ma attualmente molti paesi, inclusa l’Italia, non sono in linea con gli obiettivi previsti

In conclusione, saranno necessari un’incrementata consapevolezza e conoscenza delle epatiti virali affinché con ulteriori sforzi vengano raggiungiti gli impegni assunti.


A cura di:

  • Cristina Stasi, Centro Interdipartimentale di Epatologia CRIA-MASVE, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, AOU Careggi
  • Caterina Silvestri, Agenzia regionale di sanità della Toscana