Garantire un’appropriata risposta assistenziale a tutti gli anziani non autosufficienti in Toscana: quanto costerebbe?
ARS NEWS - 19/05/2014
IRPET (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) ha condotto, in collaborazione con ARS (Agenzia regionale di sanità della Toscana), uno studio per verificare se sia sostenibile un modello alternativo di finanziamento della non autosufficienza in un contesto generale di crescita della domanda e di riduzione invece delle risorse pubbliche disponibili. I risultati dello studio sono stati pubblicati con l’articolo Sostenibilità di un modello contro il rischio di non autosufficienza nell’ultimo numero di “Prospettive Sociali e Sanitarie” (anno XLIV - n. 2, primavera 2014).
Il lavoro IRPET-ARS ha prodotto una stima dei fondi che sarebbero necessari per coprire in Toscana in modo universalistico il bisogno di assistenza degli anziani non autosufficienti, così come sono stati individuati dalla delibera della Giunta regionale del 22 marzo 2010, n. 370 (“Approvazione del progetto per l’assistenza continua alla persona non autosufficiente”). I costi stimati per l’assistenza ammontano a circa 1,7 miliardi di euro totali annui ipotizzando un modello in cui:
Se volessimo finanziare questa cifra con una tassa di scopo sul reddito imponibile Irpef - eventualmente differenziata per classi di reddito e d’età - oppure con una sorta di premio assicurativo - sul modello tedesco - che gravi sul reddito da lavoro e da pensione, l’aggravio per ogni contribuente ammonterebbe mediamente a circa 140 euro l’anno.
Il lavoro rappresenta un tentativo di innovare il sistema del finanziamento della non autosufficienza tramite una “socializzazione” del rischio. Resta da definire meglio come una simile proposta potrebbe integrarsi con l’attuale modello di presa in carico della non autosufficienza in una regione come la Toscana, in cui è il sistema pubblico a gestire ed erogare le risorse disponibili: in modo frammentato e complessivamente insufficiente, ma cercando comunque di garantire l’assistenza anche alle persone più sole e con scarse o nulle risorse familiari ed economiche. Il modello proposto è infatti “tagliato” in particolar modo su quel gran numero di famiglie che ad oggi assiste in autonomia i propri congiunti con scarso contributo pubblico, e che si troverebbe quindi a poter contare invece su un supporto economico.
Per approfondire
IRPET (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) ha condotto, in collaborazione con ARS (Agenzia regionale di sanità della Toscana), uno studio per verificare se sia sostenibile un modello alternativo di finanziamento della non autosufficienza in un contesto generale di crescita della domanda e di riduzione invece delle risorse pubbliche disponibili. I risultati dello studio sono stati pubblicati con l’articolo Sostenibilità di un modello contro il rischio di non autosufficienza nell’ultimo numero di “Prospettive Sociali e Sanitarie” (anno XLIV - n. 2, primavera 2014).
Il lavoro IRPET-ARS ha prodotto una stima dei fondi che sarebbero necessari per coprire in Toscana in modo universalistico il bisogno di assistenza degli anziani non autosufficienti, così come sono stati individuati dalla delibera della Giunta regionale del 22 marzo 2010, n. 370 (“Approvazione del progetto per l’assistenza continua alla persona non autosufficiente”). I costi stimati per l’assistenza ammontano a circa 1,7 miliardi di euro totali annui ipotizzando un modello in cui:
- la quota di anziani assistiti in RSA (Residenze sanitarie assistenziali) resta costante nel tempo
- le persone con bassi livelli di disabilità sono assistite a domicilio dal servizio pubblico
- gli anziani con disabilità più avanzata e complessa sono assistiti a domicilio potendo contare su un sussidio, proporzionale al loro bisogno, determinato sulla base dei costi attuali dei contratti con assistenti familiari
Se volessimo finanziare questa cifra con una tassa di scopo sul reddito imponibile Irpef - eventualmente differenziata per classi di reddito e d’età - oppure con una sorta di premio assicurativo - sul modello tedesco - che gravi sul reddito da lavoro e da pensione, l’aggravio per ogni contribuente ammonterebbe mediamente a circa 140 euro l’anno.
Il lavoro rappresenta un tentativo di innovare il sistema del finanziamento della non autosufficienza tramite una “socializzazione” del rischio. Resta da definire meglio come una simile proposta potrebbe integrarsi con l’attuale modello di presa in carico della non autosufficienza in una regione come la Toscana, in cui è il sistema pubblico a gestire ed erogare le risorse disponibili: in modo frammentato e complessivamente insufficiente, ma cercando comunque di garantire l’assistenza anche alle persone più sole e con scarse o nulle risorse familiari ed economiche. Il modello proposto è infatti “tagliato” in particolar modo su quel gran numero di famiglie che ad oggi assiste in autonomia i propri congiunti con scarso contributo pubblico, e che si troverebbe quindi a poter contare invece su un supporto economico.
Per approfondire
- scarica il documento IRPET La sostenibilità di un modello universale di copertura contro il rischio di non autosufficienza che analizza il sistema di cura degli anziani non autosufficienti, fornendo dati e argomentazioni al dibattito, sia politico che sociale, sulle modalità di revisione del nostro sistema di welfare
- consulta la nostra pagina tematica La salute di... anziani
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